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14/07/11
27/06/11
Fats, la musica e il balloon
Colonna sonora obbligatoria per il fumetto di Igort&Sampayo che mi appresto a finire di leggere in questi giorni ...
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di questo e quant'altro.
21/06/11
Back to the Past: Hugo ne sapeva

Periodo con la testa altrove quindi ne approfitto per continuare l'opera di "ripescaggio" dal mio vecchio blog, pratica che sta sfiorando l'auto-analisi; qui si parla di quella bella personcina di Victor Hugo e di sue analisi sull'architettura (e non solo) estratte da Notre-Dame de Paris.
[..] E di seguito stralci del libro che dovrebbero far ragionare ogni buon studente di architettura. Buona lettura (non siate pigri).
E' sicuramente ancor oggi un maestoso e sublime edificio, la chiesa di Notre-Dame di Parigi. Ma per quanto sia rimasta bella invecchiando, è difficile non sospirare e non indignarsi davanti ai guasti e alle mutilazioni innumerevoli che simultaneamente il tempo e gli uomini hanno inflitto al venerabile monumento, senza alcun rispetto per Carlomagno che ne posò la prima pietra, per Filippo Augusto che ne posò l'ultima. Sulla faccia di questa vecchia regina delle cattedrali, accanto ad una ruga si trova sempre una cicatrice. Tempus edax, homo edacior. E io tradurrei volentieri così: il tempo è cieco, l'uomo è stupido. Se ci fosse dato di esaminare con il lettore , a una a una, le diverse tracce di distruzione segnate nell'antica chiesa, vedremmo che la parte minore spetta al tempo, e la peggiore agli uomini, soprattutto quelli "del mestiere", giacchè tra i guastatori di Notre-Dame non pochi in questi ultimi due secoli si sono arrogati il titolo di architetti [..].
Così fu trattata l'arte meravigliosa del Medioevo quasi in ogni paese, soprattutto in Francia. Si possono distinguere tre specie di ferite sulla sua rovina e tutte e tre l'intaccano a differenti profondità: prima di tutto il tempo, che ne ha sbreccato qua e là e arruginito dappertutto la superficie; poi le rivoluzioni, politiche e religiose, che cieche e bestiali per natura, le sono piombate addosso tumultuose, strappandole la ricca veste di sculture e ceselli, spaccando i rosoni, spezzandone le collane d arabeschi e di figurine, abbattendo statue, ora perchè mitriate, ora perchè coronate; e infine le mode, sempre più sciocche e grottesche, contribuendo una dietro l'altra, dopo le disordinate e splendide deviazioni del rinascimento, alla fatale decadenza dell'architettura.
Le mode hanno fatto più danni delle rivoluzioni [..].
[..] Questo ucciderà quello. Il libro ucciderà l'edificio. A parer nostro, tale pensiero aveva due facce. In primo luogo era un pensiero da prete, indice del terrore del sacerdozio davanti a un agente nuovo: la stampa. Era lo spavento dell'uomo di chiesa abbagliato dalla luminosa invenzione di Gutenberg. Erano il pulpito e il manoscritto, la parola parlata e la parola scritta messe in stato d'allarme dalla comparsa della parola stampata; qualche cosa di simile allo stupore di un passero che veda l'angelo Legione aprire i suoi sei milioni di ali [..]. Voleva dire: la stampa ucciderà la chiesa. Ma a nostro avviso, sotto questo pensiero, indubbiamente il primo e il più semplice, se ne nascondeva un altro più nuovo, un corollario del primo, ma meno facile a socrgersi, ma più agevolmente contestabile, un punto di vista altrettanto filosofico, non più solo del prete, ma del sapiente e dell'artista [..]. Voleva dire: la stampa ucciderà l'architettura. Infatti, dalle origini fino a tutto il XV secolo dell'era cristiana, l'architettura è il gran libro dell'umanità, la principale espressione dell'uomo attraverso i diversi stadi del suo sviluppo, sia come forza sia come intelligenza. Quando la memoria delle prime razze si sentì sovraccarica, quando il bagaglio di ricordi del genere umano divenne così pesante e così confuso che la parola, nuda e instabile, rischiò di perderne lungo il cammino, si pensò d'iscriverli al suolo nel modo più duraturo e nello stesso tempo più naturale. Ogni tradizione venne suggellata in un monumento [..].
E finalmente nacquero i libri [..]. Il simbolo aveva bisogno di espandersi nell'edificio. Allora l'architettura si sviluppò di pari passo con il pensiero umano; diventò un gigante con mille teste e mille braccia, e fissò in una forma eterna, visibile, palpabile, tutto quel simbolismo fluttuante. Mentre Dedalo, che è la forza, misurava, mentre Orfeo, che è l'intelligenza, cantava, il pilastro che è una lettera, l'arco che è una sillaba, la piramide che è una parola, messi in moto contemporaneamente da una legge di geometria e da una legge di poesia, si raggruppavano, si combinavano, si amalgamavano, scendendo, salendo, giustapponendosi sul suolo, sovrapponendosi nel cielo, fino a quando ebbero scritto, sotto il dettato dell'idea generale di un'epoca, quei libri meravigliosi che erano anche meravigliosi edifici: la pagoda di Eklinga, il Ramseion d'Egitto, il tempio di Salomone [..]. Ogni civiltà incomincia dalla teocrazia per finire nella democrazia. Questa legge per cui la libertà succede all'unità è scritta nell'architettura [..]. La cattedrale stessa, questo edificio così dogmatico un tempo, invasa ormai dalla borghesia, dal comune, dalla libertà, sfugge al dominio del prete e cade in potere dell'artista, che la costruisce a suo modo. Addio mistero, mito, legge.
Regnano la fantasia e il capriccio [..]. Il pensiero di allora era libero solo in questo modo: poteva essere scritto per intero solo su quei libri che erano chiamati edifici. Quello stesso pensiero, sotto forma di manoscritto, sarebbe stato bruciato sulla pubblica piazza per mano del boia, solo che avesse avuto l'imprudenza di correrne il rischio; ma, inciso sul portale di una chiesa, poteva assistere tranquillamente al supplizio di se stesso, scritto in un libro. Non avendo dunque altra strada per uscire alla luce, il pensiero si affannava dunque a costruire edifici [..].
Per finire, senza parole.
Perchè l'amore è come un albero: cresce da solo, spinge profondamente le sue radici in tutto il nostro essere, e spesso continua a verdeggiare sopra un cuore in rovina. E l'inesplicabile è questo: più la passione è cieca, più è tenace; non è mai tanto solida quando non ha ragione di essere.
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11/06/11
Shop Online su Spreadshirt!
L'idea di aprire uno shop online con qualche grafica delle mie transitava per la mia mente a intervalli irregolari fino a quando decisi che, prima o poi, bisognava pur darsi una mossa ... quindi eccolo qui.
Il mio dubbio più grande era a quale sito affidare questo servizio, quale potesse rispettare il miglior rapporto qualità/prezzo/efficienza diciamo e, dopo varie prove, la scelta è ricaduta su spreadshirt (davvero ben fatto, anche se potrebbe impegnarsi un pò di più).
Naturalmente, rimembrando la lezione del mio più grande concittadino (a parte Rocco), prima di credere volevo vedere e così ho ordinato la mia bella magliettina che mi è arrivata comodamente a casa dopo 10 giorni, davvero niente male!

Quindi, son qui felice di annunciarti che lo Sciòp de "di Mestizie e di Tragezie" è pronto e in costante evoluzione, ti ci puoi indirizzare tramite il banner che trovi sotto la galleria nella colonna di destra oppure cliccando qui.
Per consigli o richieste particolari (ma tieni a bada i tuoi bollori) puoi scrivermi nei commenti o eventualmente inviarmi una mail.
Il mio dubbio più grande era a quale sito affidare questo servizio, quale potesse rispettare il miglior rapporto qualità/prezzo/efficienza diciamo e, dopo varie prove, la scelta è ricaduta su spreadshirt (davvero ben fatto, anche se potrebbe impegnarsi un pò di più).
Naturalmente, rimembrando la lezione del mio più grande concittadino (a parte Rocco), prima di credere volevo vedere e così ho ordinato la mia bella magliettina che mi è arrivata comodamente a casa dopo 10 giorni, davvero niente male!
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Segnalazioni
06/06/11
All you need is R A N D O M !
Passeggiata lancianese foriera di nuove novità cartastracciaruole, nonchè friccicori imprenditoriali, nonchè bizze d'acquisto infantile, nonchè uno sciòp da vedere se funziona, nonchè vediamo se da tutto questo ne cacciamo un ragno dal buco.
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31/05/11
26/05/11
L.A. Noire in aspettativa.
Non sono mai stato un particolarmente fissato con i videogiochi, ma questo l'ho aspettato tantotantotanto per un pò di validi motivi:
1. l'ambientazione
2. la tecnica
3. è uno dei pochi giochi dove non si spara (o almeno, si spara lo stretto necessario)
Certo, troppa attesa può avere delle ripercussioni, infatti nella maggior parte dei casi le aspettative vengono deluse perchè ci si aspetta il massimo del meglio ... tornando a noi.
Dalle prime impressioni, com'è L.A. Noire? Notevole, davvero notevole.
Il migliore gioco mai prodotto (finora)? No, assolutamente no.
Mass Effect 2, Red Dead Redemption e persino Alan Wake (tra quelli che ho giocato) probabilmente sono sulla stessa linea, se non più avanti.
Bella la grafica, l'impostazione e tutto quello che vuoi, ma anche questo titolo della Rockstar Games (gente che comunque ne sa) ha i suoi bei difettucci e imprecisioni ... in alcuni aspetti è anche monotono.
Ripeto: Notevole. Ma non un capolavoro.
E' valsa la pena prenotarlo 2 mesi fa? Ma si, dai.
1. l'ambientazione
2. la tecnica
3. è uno dei pochi giochi dove non si spara (o almeno, si spara lo stretto necessario)
Certo, troppa attesa può avere delle ripercussioni, infatti nella maggior parte dei casi le aspettative vengono deluse perchè ci si aspetta il massimo del meglio ... tornando a noi.
Dalle prime impressioni, com'è L.A. Noire? Notevole, davvero notevole.
Il migliore gioco mai prodotto (finora)? No, assolutamente no.
Mass Effect 2, Red Dead Redemption e persino Alan Wake (tra quelli che ho giocato) probabilmente sono sulla stessa linea, se non più avanti.
Bella la grafica, l'impostazione e tutto quello che vuoi, ma anche questo titolo della Rockstar Games (gente che comunque ne sa) ha i suoi bei difettucci e imprecisioni ... in alcuni aspetti è anche monotono.
Ripeto: Notevole. Ma non un capolavoro.
E' valsa la pena prenotarlo 2 mesi fa? Ma si, dai.
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22/05/11
02/05/11
28/04/11
I titoli di testa in saecula saeculorum
Ecco un breve excursus sull'evoluzione dei titoli di testa dei film nel tempo ... che dire, secondo me i migliori rimangono i primi, quelli che spesso vengono ripresi e rielaborati anche nei film contemporanei.
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13/04/11
26/03/11
20/03/11
08/03/11
Il porco ballerino
Da questo video, tutta la curiosità e l'inventiva di un manipolo di pazzi che sperimentano, anzi, giocano con un nuovo mezzo espressivo.
L'ultima parte è alquanto angosciante.
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27/02/11
22/02/11
Alan Wake

Il mondo del cinema si avvicina sempre di più a quello dei videogames, e quello dei videogames al mondo del cinema. Se nel primo caso i risultati sono finora discutibili, nel secondo si stanno facendo cose interessanti e godibili. Un esempio è questo Alan Wake (appena finito) che narra le avventure di uno scrittore contro un male d'ombra, armato solo della propria torcia. Studiato a puntate come un telefilm, ottima colonna sonora (il tutto si conclude con "Space Oddity") e una storia intrigante e ben studiata. C'è piaciuto.
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01/02/11
26/01/11
Finire per iniziare.

Si conclude con il #19 Carta Straccia in forma di fanzine, un'iniziativa nuova e originale (e scusa la presunzione) germogliata dalle bacate menti del sottoscritto e di Simone Angelini.
L'intenzione primigenia nella sua realizzazione era quella di creare un gruppo di artisti che potessero esprimersi liberi da filtri e in maniera diretta rispetto al pubblico là fuori in questo sempre più distratto mondo, e il suo cammino, contro ogni la più benevola previsione, è durato quasi 2 anni.
Qualcosa però s'è perso durante il suo percorso per varie ragioni che non sto a elencare, quindi abbiamo deciso di interromperlo piuttosto che continuare in una maniera che non ci soddisfaceva più rispetto alle intenzioni iniziali.
Vado fiero di Carta Straccia e di tutte le esperienze che ho vissuto grazie a essa.
E' stata sfogliata, rovinata, ritagliata, ignorata, ammirata, denigrata, portata a casa o lasciata sul tavolino di un bar ma comunque, in maniera più o meno diretta, è stata a contatto con le persone che le giravano intorno. E penso sia una cosa importante.
Quindi, come da titolo di questo post, le cose finiscono per poi iniziare.
Stiamo pensando a una nuova versione del progetto, più indirizzata e unita nelle intenzioni ... presto, se ne avranno di nuovo sue notizie.
Puoi scaricare il suo ultimo numero (dedicato per l'occasione al ciclo dei tarocchi) qui.
E' la giusta decisione, lo sento nello stomaco.
L'intenzione primigenia nella sua realizzazione era quella di creare un gruppo di artisti che potessero esprimersi liberi da filtri e in maniera diretta rispetto al pubblico là fuori in questo sempre più distratto mondo, e il suo cammino, contro ogni la più benevola previsione, è durato quasi 2 anni.
Qualcosa però s'è perso durante il suo percorso per varie ragioni che non sto a elencare, quindi abbiamo deciso di interromperlo piuttosto che continuare in una maniera che non ci soddisfaceva più rispetto alle intenzioni iniziali.
Vado fiero di Carta Straccia e di tutte le esperienze che ho vissuto grazie a essa.
E' stata sfogliata, rovinata, ritagliata, ignorata, ammirata, denigrata, portata a casa o lasciata sul tavolino di un bar ma comunque, in maniera più o meno diretta, è stata a contatto con le persone che le giravano intorno. E penso sia una cosa importante.
Quindi, come da titolo di questo post, le cose finiscono per poi iniziare.
Stiamo pensando a una nuova versione del progetto, più indirizzata e unita nelle intenzioni ... presto, se ne avranno di nuovo sue notizie.
Puoi scaricare il suo ultimo numero (dedicato per l'occasione al ciclo dei tarocchi) qui.
E' la giusta decisione, lo sento nello stomaco.
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Segnalazioni
19/01/11
Ultimi acquisti: The Best American Comics 2010

The Best American Comics, edito da HMH, ogni anno assegna a una grande personalità del mondo del fumetto il compito di stillare la classifica delle migliori produzioni fumettistiche dell'anno, spesso spulciando nel panorama più underground nordamericano. L'edizione 2010 è stata affidata all'onirico Neil Gaiman, e si presenta come un bel volume carico di roba molta interessante, peccato però che presenti solo estratti dei suddetti fumetti ...
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16/01/11
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